UNA VENDITA PARTITA DA LONTANO, PER UNA DELLE MIGLIORI PROPOSTE SUL MERCATO DI MONSELICE

UNA VENDITA PARTITA DA LONTANO, PER UNA DELLE MIGLIORI PROPOSTE SUL MERCATO DI MONSELICE

#unacasaalgiorno

 

Questa vendita parte da lontano.

Elena ha inseguito a lungo i proprietari di questa casa.

 

I primi contatti con la signora Maria, l’anziana mamma, risalgono al 2010. Da pochi mesi era mancato il marito, il buon Ottorino.

Elena capitò da Maria quasi per sbaglio, durante una di quelle mattine in cui siamo fuori a distribuire i nostri volantini. Vedendola fuori in giardino a curare i suoi fiori, ci fu l’occasione di scambiare due parole insieme, giusto per presentarsi.

 

L’agenzia all’epoca era aperta appena da un paio d’anni, e una delle attività principali era proprio quella di relazionarsi e farsi conoscere dal maggior numero di persone possibile.

In futuro, avrebbero potuto aver bisogno di noi!

 

Maria, nonostante i suoi ottant’anni e passa, era una signora veramente in gamba. Pienamente autonoma, viveva qui da sola.

La figlia Lorenzina, abitava a Padova con la famiglia ormai da lunghissimo tempo.

 

Da quel giorno, ci furono tante altre occasioni per Elena e Maria di incontrarsi e far due chiacchiere: era quasi impossibile non beccarla fuori a sistemare le sue piante, a dar da bere al suo prato, ad aggiustare i suoi vasi di fiori!

Nacque un bel rapporto, uno dei tanti che coltiviamo nel tempo con le persone che abitano a Monselice: Maria, se sapeva di qualcuno che vendeva casa, aveva sempre pronto il bigliettino da visita di Elena da chiamare.

 

Passano gli anni, arriviamo all’estate del 2015.

Le persiane della casa di Maria sono sempre più spesso abbassate. Anche prima ogni tanto lo erano, quando usciva per la spesa, quando andava a messa, quando passava dal dottore. Ma quell’estate lo erano praticamente sempre.

Nel frattempo l’agenzia si era avviata, e bene, e il tempo di passare casa per casa non era più quello di prima.

 

Appena rientrati dalle ferie, un bel cartello Vendesi era stato appeso alla recinzione.

Il primo pensiero di Elena, fu quello peggiore.

“Vuoi vedere che Maria è stata male e magari gli è successo qualcosa…?! Non ero più passata a trovarla… No, speriamo di no!”

 

Per fortuna, in quella zona, Elena ha sempre avuto ottimi contatti anche tra i vicini.

Giro di telefonate, “cavoli ancora tutti in ferie”, DRINN DRINNN, finalmente Giorgio risponde!

“No Elena, tranquilla… Maria è in casa di riposo adesso. La figlia aveva fatto richiesta ancora parecchio tempo fa, e finalmente l’hanno accettata… Cosa vuoi, lì da sola non poteva starci coi suoi problemini… Lei non li dimostrava, era sempre solare con tutti, so che aveva un ottimo rapporto anche con te! Ma con la figlia distante, la badante guai al mondo, ha preferito anche lei andare al Centro anziani”

 

Sospiro di sollievo. Quelle persiane abbassate, quel cartello Vendesi, potevano significare ben altro, e sarebbe stato un colpo al cuore per Elena, visto il rapporto che aveva instaurato con Maria.

E non sono frasi fatte!

Chi fa il nostro lavoro, chi fa altri lavori a contatto con la gente, con la passione e la dedizione verso il prossimo, come accade ad Elena, può capire benissimo la sensazione che si prova quando viene a mancare un cliente, una persona conosciuta per lavoro.

Ma per fortuna, non era questo il caso!

 

E nel sollievo di sapere Maria al sicuro, nel suo nuovo ‘hotel a 5 stelle’, si apriva l’opportunità di soddisfare uno dei tanti clienti che cercavano casa da comprare in quella zona.

Il problema è che nessuno di noi conosceva la figlia di Maria, e quindi lei aveva ben deciso di piazzare fuori il suo numero privato, in attesa che qualcuno la chiamasse.

 

La prima telefonata, liquidò Elena nel giro di due minuti. Non aveva tempo per le agenzie, e non aveva neanche tutto questo interesse per vendere. Se arrivava qualcuno che gli dava la cifra che voleva -bene!- altrimenti la casa poteva anche restare chiusa.

E’ il ragionamento che fa il 90% dei proprietari privati che tentano la vendita in solitaria. Qualcuno -eh- ci riesce anche, perché ci sono acquirenti che fanno di tutto per risparmiarsi il costo dell’agenzia, salvo poi prendere di quelle tampinate incredibili acquistando da privato, e pagando molto di più del prezzo reale di mercato.

 

Passano i mesi, siamo nel marzo del 2016. Il cartello, ormai sbiadito, è ancora lì.

Elena ci riprova.

“Lorenzina, che ne dice se ci vediamo la prossima volta che scende a Monselice?”

“Ok, d’accordo, settimana prossima sono lì che vengo a trovare la mamma!”

La perseveranza -alla lunga- ripaga sempre!

 

Lorenzina e Antonio, il marito, si presentarono puntuali come orologi svizzeri all’appuntamento. Quella signora che qualche mese prima aveva liquidato Elena al telefono in maniera frettolosa, conosciuta face to face era tutt’altra persona di come l’avevamo immaginata.

Legatissima alla mamma, aveva sì deciso di mettere in vendita, ma il prezzo alto era quasi per allontanare i possibili interessati.

E’ un ragionamento che, letto così, sembra totalmente illogico, ma è quello che accade spessissimo nelle eredità, e soprattutto nelle eredità dove uno dei genitori è ancora al mondo. C’è quasi il timore da parte dei figli di staccarsi emotivamente da quell’abitazione, dove magari sono nati e cresciuti, ed è un sentimento assolutamente comprensibile.

 

Quelli più lucidi, in questi casi, sono i mariti o le mogli.

Antonio era lucidissimo già allora: aveva intuito chiaramente quale fosse il futuro di questa casa, e sapeva benissimo che era solo questione di tempo perché Lorenzina si decidesse concretamente.

L’unica cosa che nemmeno Antonio immaginava, è che ci sarebbero voluti altri 3 anni!

 

3 anni in cui, lui e Lorenzina, hanno fatto la spola avanti-indietro Padova-Monselice tutte le settimane, per tenere in ordine, per pulire, per tagliare l’erba.

3 anni in cui hanno pagato le tasse per una casa inutilizzata, hanno pagato le bollette per tenere sempre il riscaldamento al minimo, e per avere acqua e corrente quando andavano ad aprire.

3 anni in cui -immaginiamo- le discussioni in casa non sono mancate, ma tant’è -i ricordi, l’affetto, le emozioni trascorse lì dentro- da parte di Lorenzina non erano cancellabili in un attimo.

 

3 anni in cui Elena ha sempre tenuto i contatti con entrambi, ha sempre mantenuto vivi i rapporti, certa che -prima o poi- la decisione di vendere diventasse inevitabile.

 

E qui arriviamo al giugno dello scorso anno. E’ Lorenzina a chiamare Elena stavolta.

“Elena voglio vendere, mi sono stancata, facciamo la valutazione e trovami un cliente che compra!”

 

Nel più bello che riusciamo ad acquisire l’incarico di vendita, arriva l’ennesima doccia fredda.

Maria non è più lucida come prima, ormai ha raggiunto i novanta, e i suoi sbalzi d’umore potrebbero portare complicazioni alla vendita.

Quando ci sono anziani di una certa età proprietari, siamo soliti andare coi piedi di piombo. Meglio una precauzione in più, che una in meno.

E nel loro caso, benedetta quella volta che ci siamo fermati alle parole di Lorenzina, per approfondire cosa fossero questi “sbalzi d’umore”.

 

Nessun notaio avrebbe mai fatto firmare un atto di vendita a Maria, senza passare tramite il tribunale.

Altra trafila incredibile, perizia giurata, avvocato per la richiesta in tribunale di un tutore, nomina del tutore.

E per fortuna che controlliamo sempre tutto prima di partire con la vendita, sennò sai che casini avremo procurato al potenziale acquirente?!

 

Per fortuna, tempo 6 mesi, Lorenzina è stata nominata dal giudice tutrice della mamma.

Il giorno stesso, e siamo arrivati alla fine gennaio di questo 2020, siamo riusciti finalmente a pubblicizzare la vendita di questa casa.

Praticamente, 10 anni dopo da quel primo contatto di Elena…

 

Un lavoro abnorme alle spalle, per una delle migliori opportunità dell’anno in vendita a Monselice.

Sì, hai capito bene! Non è che ci siamo andati dietro tutto ‘sto tempo per niente.

Una casa così, in pieno centro, è praticamente impossibile da trovare.

 

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Non fare troppo il difficile, che qui il grosso del lavoro l’abbiamo già fatto noi!

 

Ci vediamo, e speriamo molto presto, in agenzia!

Davide, Leo, Elena, Filippo

 

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