LA STORIA DI UNA FAMIGLIA DI EMIGRANTI, COL SOGNO DELLA CASA DI PROPRIETA’

LA STORIA DI UNA FAMIGLIA DI EMIGRANTI, COL SOGNO DELLA CASA DI PROPRIETA’

#unacasaalgiorno

 

Torniamo indietro di qualche decennio.

Siamo alla fine degli anni ’40, primissimo periodo dopoguerra. Un’epoca lontanissima, che rivive esclusivamente nei ricordi dei nostri nonni.

L’Italia è distrutta, logorata da anni di conflitto.

 

Carlo è un ragazzotto poco più che ventenne, testa ben fissa sulle spalle, gli occhi scavati da anni di sofferenze e paura.

Sono gli anni della ricostruzione, quelli degli italiani che emigrano in cerca di lavoro, gli anni della durissima ripresa economica.

Il Veneto sarà una delle regioni più toccate dal fenomeno dell’emigrazione in quegli anni.

Chi di noi non ha almeno un parente in Piemonte, piuttosto che in Lombardia?! Il dialetto veneto è conosciuto un po’ ovunque in Italia, e non perché sia uno dei dialetti più marcati, ma proprio perché i veneti si sono portati un po’ ovunque, in cerca di lidi felici da cui ripartire.

 

Carlo, con la sua valigia carica di belle speranze, si trasferisce in un paesino vicino Torino.

Qui trova un lavoro, trova l’amore, nascono i suoi due figli, Sandro e Donatella.

 

Sono gli anni del miracolo economico italiano, dell’industrializzazione del nord Italia, della Fiat, della dolce vita.

Sono gli anni del boom immobiliare, con interi quartieri costruiti da zero: palazzine e palazzine di appartamenti nelle grandi città, villettine singole e case a schiera nei comuni più piccolini.

Una percentuale elevatissima di famiglie che esce dall’affitto, che esce dagli alloggi costruiti intorno alle fabbriche, per comprare la casa di proprietà.

 

Ed è in quegli anni, che Carlo decide di rifare la valigia, e con lui, tutta la sua famiglia.

La nostalgia di casa, i ricordi dei luoghi in cui aveva vissuto, il Veneto tornato ad essere meta ambita per il mercato del lavoro, spinsero Carlo a rientrare.

La grande città, la vita soffocante nelle enormi palazzine costruite in quegli anni, materializzarono nella sua testa un’idea ben precisa del sogno da realizzare, una volta tornato.

 

Monselice in quegli anni è una cittadina in forte espansione.

Ma Carlo non ama la vita da città, non è uno da piazza e da bar. Carlo è uno da periferia, da campi, da terra.

Il suo sogno è una casetta per conto suo, fuori dai piedi, con un po’ di campagna attorno, con la possibilità di farsi il suo orto, di tirar su due vigne, di tenere un paio di bestie in stalla.

 

Ed è qui, su questa casa un po’ fuori dal centro, ai confini con San Pietro, che Carlo trova il suo paradiso.

Una vecchia casa di campagna, con la tesa affianco, l’aia davanti, un bel pezzo di terreno dietro.

Anni e anni di lavoro, di sacrifici, di risparmi, di lontananza dalla sua terra, finalmente ripagati dal sogno realizzato di una casa di proprietà.

 

Una casa che Carlo non lascerà mai più, fino alla sua morte, nel 2017, alla veneranda età di 92 anni.

Una casa con i muri intrisi di storia, che aspetta un nuovo proprietario che la faccia rivivere.

Una nuova famiglia che realizzi QUI il sogno della casa di proprietà.

 

Probabilmente una famiglia come quella di Carlo, pochi grilli per la testa, l’idea di vivere in santa pace, fuori dai casini, la terra, l’orto, una tavolata di amici in giardino come hobby per il week-end.

E se stessi parlando proprio di te?!

 

CLICCA QUI per le altre info, in fondo trovi anche il numero della collega che se ne occupa.

 

Ci vediamo, e speriamo molto presto, in agenzia!

Davide, Leo, Elena, Filippo

 

#unacasaalgiorno
#tuttiinsiemeneusciremo
#tuttoandràbene
#CasaLab
#casamonselice
#vendocasaoggi
#latuaagenziaimmobiliarediriferimento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.