Un anno di cambiamenti. Dal timore iniziale al rammarico per aver sfiorato l’ambizioso  traguardo, ma con una certezza in più: CasaLab c’è!

Un anno di cambiamenti. Dal timore iniziale al rammarico per aver sfiorato l’ambizioso traguardo, ma con una certezza in più: CasaLab c’è!

Come di consueto, mi trovo a tracciare un bilancio dell’anno che va per concludersi.

Scrivo che mancano ormai poche ore al termine di questo 2018, mentre sto trascorrendo qualche giorno in famiglia, dopo un anno vissuto a 1000 all’ora. Quest’anno ho deciso di condividere apertamente le mie riflessioni, snocciolando qualche dato e fornendo a tutti quei clienti (e non) che ci seguono, un’analisi approfondita di questo primo anno di CasaLab, di questo nuovo marchio subentrato a Tecnorete dallo scorso Maggio.

Voglio essere sincero fino in fondo. Un anno fa, in questo preciso momento, me la facevo sotto.

Ovviamente in Agenzia avevamo pianificato tutto nel dettaglio. Era già stabilito da un po’ che, Aprile 2018, sarebbe stato l’ultimo mese all’interno del franchising Tecnorete (il secondo marchio del Gruppo Tecnocasa, ndr). Dopo 14 anni per me, dopo 17 anni per Leo, il 2018 sarebbe stato l’anno della svolta definitiva, l’anno in cui avremo definitivamente e per sempre abbandonato un Gruppo di lavoro che ci aveva “tirato su” -almeno nei primissimi anni- come persone e come professionisti.

Questo 2018, per la nostra Agenzia, segnava la fine di un’epoca. Una scelta sofferta, una scelta ponderata, ragionata, valutata nei minimi dettagli, ma che portava con se comunque un po’ d’angoscia: d’altronde, eravamo consapevoli di ciò che lasciavamo, ma non avevamo la più pallida idea di cosa avremo trovato.

Un anno fa, in queste ore, incrociavo le dita.

Tutto era programmato da tempo, ma finché non avremmo alzato il sipario a Maggio, finché non ci saremmo spogliati del vecchio marchio per indossare quel “nome nuovo”, finché non ci saremmo trovati dinanzi al “giudizio supremo” in termini commerciali -quello del pubblico pagante, quello dei nostri clienti, quelli storici, quelli che ci hanno scelto nel corso dei primi 10 anni di storia, ma anche quelli nuovi, quelli che lo avrebbero fatto di lì in poi, per i prossimi trent’anni- tutto sarebbe stato avvolto da un alone d’incertezza.

Un anno dopo, il primo dato importante, è che siamo ancora qua!

Io, Leo, Elena, Filippo, la nostra Agenzia, siamo ancora qui, ci siamo tutti, tutti ci stiamo godendo qualche giorno di meritato riposo. Sembra un eufemismo quel <<siamo ancora qua>>, e invece per me è un risultato eccezionale. Un gruppo consolidato che, nonostante il trambusto di un cambio-marchio, nonostante i caratteri, le idee, i modi, diversi, forti, a volte contrastanti, continua a condividere un metodo di lavoro, un’idea di “agenzia immobiliare”, continua a perseguire un obiettivo comune… per me -scusa se uso un’espressione un po’ così- è tanta roba!

E lo è anche per tutti i clienti che continuano a sceglierci, che continuano a darci fiducia, che continuano ad appoggiarsi a noi, a mandarci amici e parenti: un Gruppo affiatato e consolidato da tempo, offre garanzie di risultato maggiori, rispetto ai “gruppi” caratterizzati da un turn-over di personale continuo. Questo, in fondo in fondo, è uno dei motivi che ci hanno spinto ad abbandonare il franchising, dove regole, metodi di lavoro, stipendi da fame, impediscono di mantenere nel tempo gruppi di lavoro stabili.

Un anno dopo, il secondo dato importante, è che Monselice si è già dimenticata di Tecnorete!

O meglio, si è dimenticata del “marchio”, di Tecnorete inteso come ufficio, come franchising. Monselice non si è dimenticata di chi ha formato e tenuto alto per 10 anni questo marchio, non si è dimenticata che Tecnorete altro non era che “Elena Rosa, Filippo Molon, Leo Todaro, Davide Rosa.

Il timore più grosso che avevo -la confusione che avrebbe generato questa scelta tra i nostri clienti- svanito in un batter d’occhio, cancellato dagli attestati di stima dei clienti storici, dagli incoraggiamenti di chi ci supporta quotidianamente nel territorio, dalla fiducia che i nuovi clienti hanno continuato a riporre in noi.

Quest’anno ho avuto la conferma forte che in qualsiasi ambito lavorativo, contano prima le persone, a qualsiasi livello, conta prima la squadra, il team di lavoro, e solo dopo viene il marchio che rappresentano, l’azienda per la quale lavorano.

Le persone prima di tutto!

Anche se Tecnocasa/Tecnorete per 14 anni mi ha invasato il cervello che non sarei mai stato nessuno senza di loro, che prima c’era il “marchio”, poi veniva Davide. Che i risultati di Davide arrivavano per il 50% per suo merito, per il 50% per merito del loro marchio, del loro “nome famoso”. Che enorme cazzata! Nel bene e nel male, i risultati professionali di una persona, sono la somma delle cose buone e meno buone che fa da quando si alza la mattina, a quando si corica a letto la sera.

Un anno dopo, il terzo dato fondamentale, una considerazione probabilmente, più che un dato vero e proprio, è che <<…porca vacca sono qui a mangiarmi le mani!!!>>

Te la dico così come mi viene, senza girarci troppo intorno, senza cercare le parole giuste. Un anno fa a quest’ora -con tutte le paure per l’imminente cambiamento, con tutta l’ansia per un anno che non sapevo esattamente dove ci avrebbe portato, con la testa colma di buoni propositi ma contemporaneamente piena di timori, di dubbi, di perplessità per quella svolta netta che avremo preso di lì a qualche settimana- ho avuto la brillante idea di condividere coi miei colleghi un traguardo ambizioso, un obiettivo mai raggiunto prima.

Della serie, o la va o la spacca! Questi erano i tot. clienti da soddisfare, le tot. persone che avrebbero usufruito del nostro servizio, questi i tot. proprietari da accontentare, questi i tot. acquirenti che avrebbero comprato casa con noi nel 2018. Un obiettivo importante, ambizioso, supportato da un sistema di lavoro che finalmente avremo potuto adoperare a pieno, senza alcuna limitazione, senza sentirci obbligati a dover rispettare un’etichetta -quella imposta dal franchising- ormai superata rispetto le richieste del mercato attuale.

Averlo sfiorato, averlo mancato per un soffio, mi lascia -da un lato- con l’amaro in bocca -dall’altro- con la consapevolezza di avere certi risultati nelle corde, di poter rilanciare nel 2019! Probabilmente, fossimo ancora sotto Tecnorete, avremo subito il “cazziatone” del mega direttore generale. Quello tutto figo, giacca-cravatta-bella macchina, seduto bello comodo nella sua poltrona di pelle umana come ci raccontava il buon Fantozzi… Da pazzi essere arrivati ad un passo dall’obiettivo, e aver preferito concederci qualche giorno di riposo, anziché tirare il carretto fino al 31 Dicembre per agguantarlo in extremis!

Fortunatamente non dobbiamo più rendere conto a nessuno, se non a noi stessi, ai clienti della nostra Agenzia, a quelle persone che hanno riposto in noi la loro speranza di cambiare casa, la loro esigenza di venderla, il loro sogno di acquistarne finalmente una di proprietà.

I nostri clienti, quelli che siamo riusciti ad accontentare durante quest’anno appena trascorso, coloro che lo diventeranno il prossimo, loro e solo loro sono il nostro “giudice supremo”. A loro, al loro insindacabile giudizio, dobbiamo rimettere il nostro operato, il nostro metodo di lavoro, i sistemi innovativi coi quali cerchiamo di dare un aiuto concreto per ridare vigore ad un settore che, con qualche fatica, cerca di scrollarsi di dosso la crisi che lo ha travolto qualche anno fa…

Concludo augurandoti un felice anno nuovo, un 2019 in qualsiasi caso migliore dell’anno appena passato, ricordandoti che per ogni esigenza immobiliare… (concedimelo)…. CasaLab c’è! CasaLab c’è! CasaLab c’è!

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